Ruben Turra - Una firma che ti cambia la vita

Dalle nostre parti si tende a voler bene alla propria azienda, quasi come se fosse un figlio. Lavoravo per una società di ristrutturazioni e costruzioni di proprietà di un mio grande amico che, per vari motivi, non aveva i requisiti per partecipare ai bandi pubblici. Mi ha chiesto allora se me la sentivo di assumere il ruolo di Amministratore Delegato e ho accettato. 

L’azienda andava bene, nutrivo una grande fiducia per il futuro e una grande stima del titolare. Ecco perché mi sono prestato volentieri ad assumere il ruolo di AD e quando si è trattato di mettere una firma a garanzia di un’importante operazione imprenditoriale non mi sono tirato indietro.

Purtroppo quest’azione mi ha rovinato quasi 9 anni di vita. La crisi del settore ha provocato il fallimento della nostra impresa, facendomi finire in un mare di guai: io sono un geometra molto apprezzato per le mie competenze, ma non sono un esperto di contabilità e non è stato facile rispondere in modo pertinente alle domande della guardia di finanza e dei revisori dei conti che sono intervenuti a causa del fallimento. Senza averlo minimamente messo in conto ho rischiato di perdere la mia casa. 

Imparare dagli errori

Col senno di poi devo ammettere di aver agito con leggerezza, anche se ero mosso dalla buona fede. Ci tenevo all’azienda come se fosse mia e mi sembrava più che doveroso dare il mio contributo in modo che l’attività potesse crescere.

In seguito, davanti al pignoramento della mia casa, mi sarebbe stato facile puntare il dito contro il mio amico, ma sapevo con certezza che anche lui aveva agito in buona fede. Non mi sono lasciato travolgere dal risentimento. Purtroppo il mio amico, 2 anni dopo il fallimento, presumibilmente a causa dello stress, ha avuto un infarto a soli 43 anni. La crisi ha stroncato molti imprenditori e alcuni sono stati spinti anche a commettere un gesto estremo a causa dei debiti contratti.

"Senza averlo minimamente messo in   
conto 
ho rischiato di perdere la mia casa" 

 Oggi, se non fosse per questo lutto grave, potrei ringraziare questo momento di crisi da cui sono risorto più forte e sicuro. A ottobre 2018, esattamente 10 anni dopo l’inizio di quello che definisco un disastro, ho messo fine  a questa disavventura, che mi ha portato via tanta serenità, ma non è riuscita a togliermi la vita e nemmeno la casa.

Non mi sono mai perso d’animo. Dopo il disastro del 2008, insieme ad un amico, ho fondato un’impresa di ristrutturazioni e generato un reddito capace di farmi accumulare la somma necessaria per stralciare il mio debito con la banca.           

La mia rinascita: Guadagnare con le case e Credito Italia

L’esperienza però mi ha insegnato a non dormire sugli allori e a diversificare i rischi; per questo motivo io e il mio socio ci siamo iscritti al corso di Andrea. Guadagnare con le case è stata la svolta. Un mese dopo l’evento in aula ci eravamo già aggiudicati la nostra prima asta; un appartamento enorme, che abbiamo diviso in due, in modo da ottenere un ROI che si aggira intorno al 100%. Con la vendita del primo appartamento abbiamo coperto le spese dell’intera operazione e il ricavato del secondo è stato di puro guadagno.


Ma non è finita qui. Abbiamo messo in cantiere parecchie operazioni di saldo e stralcio che sono state successivamente perfezionate da Credito Italia, la società di Andrea alla quale ci siamo affiliati. A trattare per noi ci sono  professionisti certificati, con un’azienda alle spalle e dotati di un forte potere contrattuale nei confronti delle banche di riferimento. Non è stato facile superare il fatto di essere percepito come imprenditore fallito in un piccolo paesino come il mio, ma adesso mi sono ripreso. Non ho più nessun tipo di vergogna perché grazie al corso di Guadagnare con le case sono rinato. 


Non scaricare la responsabilità sugli altri

In questa storia impariamo a non scaricare le responsabilità sugli altri. Viene quasi naturale, in situazioni così difficili, prendersela con chi, anche senza volerlo, è stato la causa dei tuoi guai. Ruben però non l’ha fatto. Sa di essersi assunto il rischio quando ha firmato quelle carte. In un primo momento ha provato del risentimento verso chi l’aveva messo nei guai ma poi è stato vicino al suo amico, supportandolo in un momento difficile sotto tutti i punti di vista.

Il suo comportamento ha un valore inestimabile e adesso che la sua situazione finanziaria è tornata florida può tornare a sorridere, con la consapevolezza di essere stata una persona giusta e leale, anche in un momento buio.

Frequenta il corso di Guadagnare con le case e dai una svolta alla tua vita!
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Post scritto da: Andrea Maurizio Gilardoni

Genitore, Formatore ed Imprenditore della nuova era