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Pignoramento: qual è la strategia dei creditori?
Pignoramento: qual è la strategia dei creditori?
  Dal blog CaseItalia

Quale strategia tendono ad attuare i creditori una volta che hanno deciso di avviare il pignoramento? Perché è importante saperlo anche per noi operatori immobiliari?

Buongiorno e ben ritrovato al nostro appuntamento del venerdì! Anche oggi ho selezionato per te un argomento che arriva direttamente dal nostro blog di Case Italia. Qui mi limiterò come sempre a ripercorrere i punti salienti, che potrai poi approfondire leggendo l’articolo completo.

Come spesso succede in questa rubrica del mio blog personale, torno a parlarti di pignoramento e della possibilità di risolvere il problema del debito grazie alla rinuncia agli atti. Questa volta voglio farlo però affrontando la questione da un punto di vista diverso, ovvero quello dei creditori.

Già, come pensano e come agiscono i creditori in una situazione del genere? Cercare di prevedere le loro mosse è importante tanto per i debitori quanto per noi che operiamo nel settore dei crediti deteriorati immobiliari in modo etico e sostenibile.

Quali beni verranno pignorati per primi?

Forse ancora non lo sai, ma sta proprio al creditore decidere quali beni del debitore pignorare e non è affatto detto che la casa sia la prima cosa che gli venga in mente. La sua priorità è infatti quella di riuscire a incassare il prima possibile e la vendita di un immobile all’asta può richiedere molto tempo, in certi casi si parla addirittura di alcuni anni.

Fatta questa premessa, capisci bene che in presenza di altri beni del debitore che possono essere trasformati più velocemente in liquidità, il creditore tenderà a prediligere proprio questi ultimi. Pensa ad esempio al saldo del conto corrente, oppure allo stipendio (che può essere pignorato nella misura di un quinto al massimo).

Quando però il debito supera un certo ammontare, allora diventa ragionevole pensare che il conto corrente del debitore non basti a saldarlo, mentre pignorando un quinto dello stipendio mensile ci vorrebbe decisamente troppo tempo prima di riuscire a incassare la totalità della somma dovuta. In questi casi, è dunque possibile che i creditori decidano di attaccarsi direttamente alla casa di proprietà. Questo è spesso il caso della banca che a suo tempo ha concesso il mutuo e che vanta oltretutto l’iscrizione di un’ipoteca di primo grado e verrebbe quindi rimborsata per prima rispetto agli altri creditori una volta avvenuta l’aggiudicazione all’asta.

Insomma, ogni situazione va valutata caso per caso. Uno degli aspetti più importanti che devi sempre tenere a mente è che il pignoramento di un bene non esclude il pignoramento di altri. Nell’articolo pubblicato su Case Italia ci siamo soffermati proprio su questo aspetto: i creditori hanno la possibilità di avviare più di una procedura esecutiva in contemporanea. Potrebbero ad esempio far pignorare la casa del debitore e, allo stesso tempo, un quinto del suo stipendio.

Se mi segui ormai da un po’, sai come la penso: la migliore soluzione a questo tipo di problematiche è il saldo e stralcio con rinuncia agli atti. È di fatto l’unico sistema in grado di porre fine all’indebitamento evitando le svalutazioni delle aste e il conseguente problema del debito residuo.

L’argomento che ho proposto oggi ti ha incuriosito? Allora leggi subito il post Pignorare la casa o il conto corrente? La strategia dei creditori e migliora le tue competenze nel settore immobiliare!

Vai al post!

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Mi raccomando, ti aspetto!

A presto.

Andrea Maurizio Gilardoni

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Post scritto da: Andrea Maurizio Gilardoni
Genitore, Formatore ed Imprenditore della nuova era