Conversione del pignoramento o saldo e stralcio con rinuncia agli atti?

La conversione del pignoramento può essere una buona alternativa al saldo e stralcio con rinuncia agli atti? Come funziona e quali sono le condizioni per ottenerla?

Buongiorno e benvenuto al nostro appuntamento del venerdì, dedicato come sempre al settore immobiliare e a tutto ciò che c’è da sapere per operare con successo in questo mercato! Qui ti presento gli ultimi post che abbiamo pubblicato sul nostro blog di Case Italia, che secondo me è un’ottima fonte di informazioni se stai pensando di diventare un operatore che lavora in modo etico e sostenibile!

Nello specifico, oggi ti parlerò di conversione del pignoramento immobiliare. Capita spesso che le persone che si rivolgono a Case Italia in cerca di aiuto ci chiedano informazioni su questa soluzione e ho notato che in molti casi tendono a fare un po’ di confusione.

Cos’è esattamente una conversione del pignoramento? Quali sono i presupposti per ottenerla? Si tratta di una buona alternativa al saldo e stralcio? L’articolo che troverai su Case Italia ti fornirà una risposta esaustiva a tutte queste domande, in modo che tu possa poi consigliare al meglio le persone che si rivolgeranno a te in cerca di una soluzione al problema del debito. Ma vediamo subito quali sono gli elementi fondamentali e le principali differenze con il saldo e stralcio.

Conversione del pignoramento e saldo e stralcio a confronto

Con la conversione del pignoramento, il debitore può rientrare in possesso dei beni che gli sono stati pignorati a patto che ripaghi i debiti accumulati, compresi gli interessi e le spese di procedure maturati fino a quel momento.

A differenza del saldo e stralcio con rinuncia agli atti, non è prevista la possibilità di negoziare con i creditori una riduzione dell’ammontare dei debiti. Il debitore potrà salvare la casa soltanto se in grado di ripagare l’intero importo.

Da questo, puoi già dedurre che si tratta di una soluzione poco praticabile. A meno che non sia nel frattempo entrato in possesso di una somma di denaro sufficiente a saldare il tutto, difficilmente il debitore potrà risolvere il suo problema in questo modo. È vero che in alcuni casi il Giudice può concedere il pagamento rateale, ma comunque il debito dovrà essere interamente saldato entro quattro anni senza che vi siano ritardi nel pagamento delle rate mensili.

In sintesi, la conversione del pignoramento può essere un’alternativa per chi, pur avendo la casa pignorata, è riuscito nel frattempo a migliorare la propria condizione finanziaria al punto da poter rimborsare tutto e subito o di pagare regolarmente le rate di rimborso.

Il saldo e stralcio con rinuncia agli atti è invece la migliore soluzione per tutti coloro che non hanno la possibilità di ripagare i debiti senza vendere la propria casa. In queste situazioni, porta all’azzeramento definitivo del debito, cosa che le aste non sono quasi mai in grado di garantire.

Questo tema ti interessa e vorresti andare più a fondo? Allora leggi subito il post Conversione del pignoramento: può aiutarti a uscire dal debito? e migliora le tue competenze nel settore immobiliare!

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Andrea Maurizio Gilardoni

Post scritto da: Andrea Maurizio Gilardoni

Genitore, Formatore ed Imprenditore della nuova era