Debito Buono VS Debito Cattivo

Qualche anno fa, scoprii di una legge  economico-finanziaria tanto evidente quanto, purtroppo, invisibile e, proprio per questo, trascurata da me e dalla maggior parte delle persone che mi circondano.

Questa regola, che scoprirai alla fine di questo articolo,  è quella che fa la differenza tra vincere e perdere nel business. Per comprenderla, dobbiamo fare un distinguo tra:

"DEBITO BUONO E DEBITO CATTIVO."

"Come Andrea... il debito è sempre debito, non diciamo baggianate" 

Andiamo per ordine, voglio raccontarti l'esperienza che ho fatto con questi due “soggetti” apparentemente molto simili.

Fin da piccolo sono stato etichettato come una persona fortunata.  Grazie a mio padre, grazie al suo sudore e alla sua tenacia, ho sempre vissuto alla grande, circondato da oggetti di qualità e con uno stile di vita davvero di ottimo livello.
All’età di 16 anni ero già proprietario di una fantastica Yamaha 125, la TZR, con i colori ufficiali della Marlboro.
A 22 anni una fantastica Lotus Elise era parcheggiata nel box di casa mia.  E non mi mancavano bei vestiti, orologi e tanti altri giocattoli: il “papi”, in effetti, mi viziava parecchio in cambio di lavoro duro.
Una volta diventato economicamente indipendente, ho voluto mantenere lo stesso tenore di vita e, appena ho avuto la possibilità di accedere al credito, ho acquistato la fantastica Maserati, nuova di zecca, l’orologio più alla moda, le vacanze più cool, e via dicendo… per fortuna non ho comprato anche la casa.

Mi sentivo fiero della mia immagine da rampollo vincente, mi vedevo e mi credevo arrivato e libero! Avevo tutto quello che volevo, tranne una cosa, una cosa molto importante: il tempo.

Sì, il tempo era diventato un’ossessione. Per uscire dovevo aspettare le 11 di sera, ora di chiusura del ristorante, il sabato e la domenica dovevo restare al lavoro, e così pure tutte le festività: ero molto, molto occupato.
Per sostenere quel tenore di vita dovevo lavorare nei ristoranti di famiglia anche 15 o 16 ore al giorno no stop.

Mi chiesi improvvisamente se la mia vita, così com'era, mi andasse bene. Se avrei voluto continuare così fino... fino a … non oso nemmeno indicarlo, il termine che mi ero prefigurato.
Scoprii così che era venuto il momento di cambiare.
Sì, ma come?
Decisi di guardarmi attorno,  di cercare un lavoro che mi permettesse di mantenere lo stesso tenore di vita e che mi concedesse tuttavia più tempo da dedicare a me e alla mia nuova famiglia.

"Bravo, Andrea, chi non vorrebbe lavorare meno e guadagnare di più? Hai avuto l'idea del secolo, ma guarda un pò"

(Non arrabbiarti  In un prossimo articolo ti parlerò di come ho fatto e soprattutto di come faccio a lavorare quando voglio)

Per prima cosa ho letto (non soltanto acquistato, eh...) biografie di persone di successo e libri riguardanti la finanza personale. Ho capito, grazie a questi studi, che stavo commettendo un errore, un grosso errore di base.

Accedevo al credito con una valutazione dei suoi costi nascosti assolutamente folle dal punto di vista finanziario. Usavo la mia leva finanziaria, talvolta addirittura azzerandola,  per acquistare “giocattoli”. Mi stavo scavando la fossa con le mie mani, la fossa finanziaria intendo, usavo la mia leva finanziaria per piaceri a breve termine. Una vera e propria idiozia finanziaria!

Ho così capito che non è l'entità del prestito a essere una variabile importante, ma  il modo in cui lo si utilizza. Con lo stesso debito di 30.000 euro posso decidere di fare questi 2 tipi di operazioni:

1 - acquistare una moto, un orologio, una casa o un bene superfluo, con l’intento di usarlo, non di rivenderlo, generando così un debito cattivo.

2 - acquistare un appartamento, un box, o un orologio ancora, ma qui con lo scopo di rivenderlo e di realizzare un utile, generando così un attivo, un debito buono.

Concludendo:

1 - Il debito cattivo è quello che non mi “mette in tasca “dei soldi.

2 - Il debito buono è quello che avrà incrementato il mio capitale di partenza e avrà potenziato la mia leva finanziaria.

Una volta compreso questo semplice concetto, ho preso una decisione netta. Ho iniziato a vendere tutto ciò che ritenevo superfluo, azzerando così tutti i debiti cattivi generati nel tempo.
E non è stato per nulla facile!  All’inizio le persone pensavano che fossi impazzito, poi che fossi caduto in disgrazia economica e, infine,  che qualcuno mi avesse  fatto il lavaggio del cervello.

(Credo che sia comunque preferibile farsi fare il lavaggio del cervello piuttosto che lasciarselo sporcare!)

Questa “inversione di marcia” a avuto parecchi risvolti, uno di questi è che mi ha mostrato alcune persone in una luce diversa: molti di quelli che  pensavo fossero amici, finiti i bagordi, hanno iniziato ad allontanarsi. Ed è così che oggi sono circondato da persone che mi stanno vicino perché amano la mia compagnia, e non per godere dei miei “benefit”.

Oggi mi ritrovo a creare debiti buoni, debiti che generano entrate, che creano attivi. Come faccio?  Ho assunto il miglior operaio che esiste, un operaio che non parla, non si ammala, non si lamenta delle ore di lavoro pur lavorando 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

"Ma chi è, e dove l'hai trovato un operaio così? Diccelo, Andrea!"

Facile, è il denaro! Esatto! Adesso è il denaro a lavorare per me, e non più io per lui, e la cosa più “folle” è che non uso il mio denaro, ma quello generato dalla leva finanziaria!
Come ci sono riuscito? Applicando questa semplice regola che da oggi potrai adottare anche tu!

Ogni volta che accedi a un credito chiediti:

   - Questo denaro, questo prestito, questa leva finanziaria, mi porterà dei soldi in tasca? O me li toglierà soltanto? Ormai avrai capito quale delle due situazioni è quella che fa al caso tuo, se vuoi arricchirti e raggiungere la libertà finanziaria.

E, se vuoi giungere più in fretta la meta, ti consiglio di leggere il mio libro “Come allenarti a diventare un imprenditore di successo”, un libro pieno di suggerimenti e di  indicazioni utili. Anche su come reperire le risorse finanziarie.

Ti saluto e ti dò appuntamento al prossimo articolo. 

Andrea 

Post scritto da: Gilardoni Andrea Maurizio

Genitore, Formatore ed Imprenditore della nuova era